Nel 2006 Roberto Saviano pubblicò “Gomorra”, libero che scalò rapidamente le classiche editoriali tanto da diventare un best seller. Proprio grazie al successo del libro, nel 2014 viene trasmessa su Sky la prima di tre stagioni che ripercorre la trama del libro.
Napoli: In città ci sono due clan che si fanno la guerra: uno è il clan Savastano con Don Pietro affiancato dal suo braccio destro chiamato l’Immortale, ovvero Ciro Di Marzio, l’altro è il clan di Salvatore Conte.


Presto nel clan Savastano, inizia una vera e propria guerra tra i fedelissimo di Don Pietro, ormai in prigione, e i più giovani che appoggiano l’ascesa a leader del clan di Genny, figlio di Don Pietro. Ciro, dal canto suo, si sente messo da parte da Genny e per questo con un gruppo di uomini a lui fedeli dichiara guerra a Genny, avendo come effetto la rottura della tregua che Ciro stesso avevo anni prima raggiunto con il clan rivale. Nell’ultima puntata, mentre Don Pietro è aiutato a evadere, si assiste allo scontro a fuoco tra Ciro e Genny, quest’ultimo viene raggiunto da un colpo.

La seconda stagione si apre con un’alleanza tra i due vecchi clan nemici da tempo. Gli affari per i Savastano sono sempre più duri, mentre pensano alla vendetta verso Ciro e il Clan Conte, iniziano a contrabbandare carburante e armi. La seconda stagione finisce con Don Pietro che decide di riprendere le redini del suo clan.

Protagonista indiscusso della serie è Ciro Di Marzio, interpretato da Marco D’Amore. Il suo soprannome, l’Immortale, è dovuto al fatto che riesce sempre a cavarsela anche nelle situazioni più critiche e difficili. Il personaggio di Ciro è ispirato a Gennaro Marino, detto O’ Mckay, esponente del clan degli Scissionisti di Secondigliano.

A donare a Ciro un’aria da duro è il giubbotto in pelle, modello Aviator, che indossa in molte scene della serie. Il giubbotto è fornito dall’azienda D’Arienzo collezioni che collabora con la casa di produzione Cattleya.